Coppa con coperchio a presa zoomorfa, tomba 172 Crocifisso


La visita

L’esposizione museale è articolata tra il piano terra, il primo ed il secondo piano di Palazzo Finaguerra.
Al piano terra sono state collocate alcune epigrafi di epoca romana relative al municipio di Matilica, tra le quali si segnala la base in marmo con iscrizione onoraria dedicata a Caio Arrio Clemente (Caius Arrius Clemens), risalente alla prima metà del II sec.d.C.,  che ricoprì la massima carica municipale di duoviro (duovir).
Entrando nelle sale del primo piano si apre al visitatore uno spaccato straordinario sulla storia millenaria di Matelica e del suo territorio.
Il periodo preistorico è rappresentato dai rinvenimenti di superficie di manufatti in selce del Paleolitico e dal sito neolitico di Braccano, datato al 4330-4328 a.C., dove si era sviluppata l’attività della lavorazione della selce e della produzione di vasellame modellato a mano.
Seguono gli abitati della fine dell’età del Ferro, attraverso l’esposizione dei frammenti di parti strutturali delle abitazioni con copertura di tegole e pareti di argilla, delle fornaci per ceramica, del vasellame e degli strumenti usati nella vita quotidiana provenienti dallo scavo dei villaggi sorti lungo la vallata dell’Esino.
Il livello culturale ed il grado di raffinatezza raggiunti da queste comunità nella fase orientalizzante (VII-inizi VI sec.a.C.) sono testimoniati dai ricchi corredi funerari delle necropoli di Cavalieri, Brecce, Crocifisso. In questo periodo di nuovi apporti culturali e di trasformazioni sociali, che vede l’emergere di una classe aristocratica dominante, l’élite dei “capi” vuole autocelebrarsi in morte come in vita attraverso la realizzazione di tombe monumentali, circondate da fossati e coperte da tumuli di terra, all’interno delle quali vengono riposti sontuosi corredi principeschi.
Tra le sepolture più antiche compare la tomba 126 di Crocifisso, relativa ad una giovane donna ornata al momento della deposizione da gioielli in metallo e in ambra. Del corredo di vasi della tomba 20 di Cavalieri faceva parte un’olla con decorazione geometrica dipinta proveniente dalla Daunia (odierna Puglia settentrionale), testimonianza evidente degli scambi commerciali con altre aree della penisola. Oltre ai monili in ambra, l’uso di materiale pregiato ed esotico è documentato nella tomba 93 di Crocifisso dalla presenza di una pisside d’avorio, contenitore cilindrico femminile per cosmetici e piccoli ornamenti, interamente decorata ad intaglio.
Tra le tombe dei principi-guerrieri si segnalano la tomba 1 di Villa Clara, con numerosi vasi di terracotta ed oggetti in metallo, come l’elmo e le grandi punte di lancia, oltre ai simboli di potere rappresentati dagli scettri rivestiti in lamina di bronzo; la tomba 53 di Brecce, con l’elmo di bronzo splendidamente decorato ed il vaso monumentale su sostegno arricchito nella parte superiore da figure di uccelli; la tomba 172, con il carro e gli elementi dell’armatura costituiti dall’elmo e dagli schinieri in bronzo.
Le prime fasi della conquista romana si manifestano attraverso la diffusione di ceramica a vernice nera presente in questo territorio almeno dal III sec.a.C. insieme ad alcune monete della zecca di Roma.
La città romana è rappresentata soprattutto dai mosaici, in parte esposti nel museo, in parte visibili in loco nelle aree archeologiche del centro storico cittadino. Si tratta di mosaici geometrici e figurati, realizzati con marmi pregiati e paste vitree dai colori brillanti, dove compaiono busti di divinità e personaggi legati al mito, animali fantastici e reali, che decoravano i pavimenti delle ricche residenze urbane di I-II sec.d.C.
Dal cuore della città romana proviene un orologio solare sferico di marmo risalente a quasi duemila anni fa, noto come il “globo di Matelica”, uno straordinario strumento di epoca ellenistico-romana, unico al mondo, mediante il quale, attraverso la linea di demarcazione fra luce ed ombra prodotta sulla superficie, si potevano conoscere le ore del giorno, le stagioni e le costellazioni.
La scoperta, durante gli scavi nel centro storico, di vasellame domestico da mensa e da cucina oltre che di esemplari di maioliche policrome con raffigurazioni di busti femminili, paesaggi, stemmi, decorazioni geometriche e floreali risalenti al periodo medievale e rinascimentale,  documenta la continuità di vita della città che si è  sviluppata sullo stesso sito del centro romano e del precedente abitato italico.