I Piceni

Nella nostra penisola si delineano, a partire dalla seconda metà del X secolo a.C., realtà archeologiche ben differenziate in senso regionale, come emerge soprattutto dalla documentazione funeraria, alle quali sono stati assegnati nomi di popoli (Etruschi, Latini, Sanniti, ecc.) e di civiltà (Etrusca, Picena, ecc.). Sotto il nome di Picena si designa la civiltà fiorita, durante l´Età del Ferro, nel tratto di costa adriatica compreso tra i fiumi Foglia e Pescara e delimitato ad ovest dalla catena appenninica. Si tratta di un nome convenzionale, suggerito però, sia dalle fonti scritte che, subito dopo la conquista romana si riferiscono a questo territorio parlando di “ager Picenus” e di “Picentes”, sia dal fatto che la maggior parte dei ritrovamenti si concentra proprio nell´area coincidente con la V Regio augustea (Picenum). La particolare configurazione geografica per strette valli parallele del territorio marchigiano ha contribuito a far sì che la Civiltà Picena, pur con la sua inconfondibile fisionomia, si presenti variamente articolata con differenziazioni locali rilevanti. La mancanza, poi, di un centro egemone, capace di sviluppare, con la coscienza di una cultura comune, un´organizzazione territoriale e politica più vasta, ha reso possibile il permanere, sino alla fine, dell´organizzazione per gruppi tribali che si esprimeva in tale frammentazione culturale. La conoscenza di questa civiltà si fonda quasi esclusivamente sulla documentazione archeologica derivante, soprattutto, dallo scavo delle necropoli, ma è noto anche un buon numero di abitati ed alcune aree di culto. In base all´esame dei dati archeologici acquisiti, lo sviluppo della Civiltà Picena si inquadra dall´inizio dell´Età del Ferro alla fine del IV secolo a.C.