Ansa di bronzo da Belmonte Piceno

Il teatro romano di Falerone

Il parco archeologico di Sentinum (Sassoferrato)

La regione

Fino a pochi anni fa sconosciute al grande pubblico per le proprie testimonianze archeologiche, le Marche sono diventate nel corso degli ultimi anni una vera e propria regione archeologica, grazie alle numerose eccezionali  scoperte avvenute e grazie ad una serie di iniziative di valorizzazione che hanno coinvolto tutto il territorio e tutte le epoche storiche.

Attraverso le Marche alla scoperta dei Piceni
La ricerca dell’identità culturale dei Marchigiani passa attraverso la riscoperta dei Piceni: il popolo che, prima di essere assorbito nella sfera del dominio romano, abitò la media fascia adriatica occidentale tra IX e IV sec. a.C., accomunato da lingua, usi, costumi ed espressioni artistiche.
Il nome del popolo deriva dal picchio sacro a Marte che, secondo la leggenda, avrebbe accompagnato fino a questa zona giovani sabini protagonisti di un ver sacrum.
La ricerca archeologica ha documentato i tratti peculiari della cultura picena, formata sul substrato autoctono, cui si unirono apporti provenienti dalla bassa valle del Tevere, e che stabilì relazioni culturali con gli altri popoli italici e con le popolazioni transadriatiche.
Le maggiori informazioni sul popolo dei Piceni sono fornite dalle numerose necropoli sparse sul territorio: i corredi delle tombe a inumazione testimoniano una società organizzata in gruppi politicamente coesi, fortemente consapevoli delle tradizioni e nello stesso tempo estremamente ricettivi e curiosi nei confronti di stimoli culturali esterni che vengono spesso convertiti in una originale concezione artistica e in una notevole esperienza artigianale.
Nel triennio ‘99-‘01 è stato condotto da Regione Marche e Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche un progetto dal nome “Piceni, popolo d’Europa”, costituito da  una serie di eventi e manifestazioni che hanno avuto il loro fulcro nella grande mostra archeologica di Francoforte, di seguito allestita ad Ascoli Piceno e a Teramo, e infine a Roma.

Tanti paesi, tanti musei
Le Marche sono connotate, già dal loro nome, come una regione al plurale. Sono infatti una regione dai tanti paesi, dai tanti campanili e tradizioni. Nei 246 comuni della regione sono presenti oltre 360 musei, di varia tipologia, che raccontano la storia e le tradizioni delle Marche.
Fra di essi 59 contengono materiale archeologico, di cui 41 sono esclusivamente archeologici, e 18 presentano sezioni archeologiche.
La presenza dei musei archeologici nel territorio delle Marche è capillare e diffusa così come il popolamento antico, in ogni angolo della regione.
Diversi per dimensioni, storia, allestimenti,  percorso espositivo e status giuridico, tuttavia ognuno di essi fornisce documenti importanti per ricostruire la storia del nostro passato: dal paleolitico inferiore, al neolitico, dall’età del bronzo, all’età del ferro con l’apparire della civiltà picena, alle testimonianze greche e celtiche, dall’epoca romana fino all’epoca tardoantica e medievale.
Ogni museo, anche la più piccola raccolta antiquaria organizzata in un’unica sala, racconta la storia del proprio territorio, in una connessione strettissima in cui ogni vaso, ogni strumento, narrano la vita e le vicende degli uomini che in quei luoghi vissero; solo il Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona raccoglie in sé le testimonianze di tutta la regione, con l’esposizione dei reperti più significativi e l’illustrazione dei principali siti.

La regione dei Parchi Archeologici
Le testimonianze archeologiche di tipo monumentale sono diffuse in tutto il territorio regionale e comprendono 7 parchi e 24 aree archeologiche. Questi costituiscono il Sistema Archeologico Marchigiano, istituito nel 1994 attraverso la legge regionale 16 che, tra le più innovative ed organiche del suo genere in Italia, prevede una collaborazione reale tra Stato, cui compete la tutela, e gli Enti territoriali, cui spetta il compito della gestione del territorio e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Due sono i Parchi Archeologici nella provincia di Ancona (Castelleone di Suasa e Sassoferrato), due nella provincia di Macerata (Urbisaglia, San Severino Marche), uno in provincia di Pesaro e Urbino (Fossombrone), uno in provincia di Fermo (Falerone) e uno in provincia di Ascoli Piceno (Cupra Marittima).
Si tratta di resti di antiche città romane, collocate lungo strade di grande comunicazione, che conservano ancora le antiche pavimentazioni stradali, resti di domus, edifici pubblici, teatri ed anfiteatri.